Presentato nella sede scaligera il nuovo organismo che riunisce 42 cooperative e quasi 93 milioni di valore della produzione. Un presidio territoriale per affrontare le sfide tra tensioni geopolitiche, transizione digitale e competitività delle imprese.
Verona si conferma punto di riferimento nel dibattito economico e nel rafforzamento del tessuto cooperativo. Nella sede di Confcooperative in via Sommacampagna 63/H è stato presentato venerdì 27 marzo il nuovo Coordinamento provinciale del Settore Lavoro e Servizi, nell’ambito del convegno “Il futuro del lavoro tra innovazione digitale e nuovi orizzonti geopolitici”, un momento che ha unito analisi degli scenari globali e organizzazione del sistema locale.
Il Coordinamento nasce con una struttura ampia e rappresentativa: alla guida Gianmario Aldighieri, affiancato dalle vicecoordinatrici Giada Palmieri e Claudia Fornalè. Ne fanno parte anche Marco Mechiotti, Claudio Romano, Michele Furlani, Biagio Palmieri e Daniele Garonzi, con il supporto del funzionario Andrea Zanolli e la presenza degli invitati permanenti Fausto Bertaiola e Davide Bulighin. Una squadra che rappresenta 42 cooperative attive sul territorio veronese, capaci di generare quasi 93 milioni di euro di valore della produzione, con oltre 3.500 soci e più di 330 dipendenti, confermando il peso economico del comparto.
A spiegare il senso dell’iniziativa è stato lo stesso Aldighieri: «Il coordinamento provinciale del settore produzione, lavoro e servizi nasce proprio dall’istanza delle nostre imprese veronesi. Confcooperative è un’associazione particolare che è un movimento sia dall’alto verso il basso con temi nazionali che vengono discussi a livello nazionale e poi ricadono sulle cooperative, sia dal basso, perché la politica è portata avanti dalle cooperative stesse. Le nostre cooperative hanno sentito l’esigenza di avere un luogo dove potersi confrontare, poter fare una politica e poter portare le loro istanze, poter fare delle elaborazioni per costruire un movimento che parte dal basso e poi arriva verso il livello regionale e nazionale».
Il contesto in cui nasce il nuovo organismo è segnato da forti tensioni internazionali che incidono direttamente sull’economia locale. Il presidente di Confcooperative Lavoro e Servizi Veneto, Stefano Citton, ha evidenziato con chiarezza le criticità: «É veramente un momento difficile perché è ormai più di un mese dall’inizio della guerra in Iran, e nonostante gli sforzi per poter abbassare il prezzo dei carburanti, si è già tornati ai livelli precedenti agli aiuti del governo. Con molta probabilità, quello che ci aspetta nei prossimi mesi è veramente un periodo di incertezza per quanto riguarda sia le possibilità di lavoro, ma anche e soprattutto per gli approvvigionamenti e i prezzi alla pompa che devono subire le nostre imprese e il trasporto merci e persone. In momenti come questi Confcooperative è ancora più vicino ai propri associati, bisogna far sentire la propria presenza per evitare che ci sia disorientamento».
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